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I FATTI, GLI AVVENIMENTI E LE SCOPERTE DAL MONDO DEL MISTERO
giovedì 9 aprile 2015
Ritrovata la tomba di Gesù: era sposato e con un figlio?
Forestale, un fascicolo parla di fate
venerdì 3 gennaio 2014
Svelato il mistero delle luci telluriche
Secondo uno studio scientifico si tratta di energia intrappolata tra le faglie e liberata durante il sisma. Un'arma in più per prevedere i terremoti più devastanti
Le luci possono assumere diverse varietà di forme, tra cui le principali sono sfere ferme o fluttuanti nell'aria. I ricercatori hanno esaminato 65 casi di luci correlate con i terremoti a partire dal 1600, l'80% dei quali avevano una magnitudo superiore a 5.0 della scala Richter.
"Possiamo considerare queste luci come un fenomeno pre-terremoto - ha detto Thèriault che lavora presso il Ministero delle Risorse Naturali del Quebec - e combinando questi dati con altri tipi di parametri che variano poco prima di un sisma, potremo un giorno tentare di prevedere questi eventi che sono così catastrofici per l'uomo".
Le luci sismiche sono apparse, secondo alcune testimonianze anche pochi secondi prima del terremoto che nell'aprile del 2009 ha colpito L'Aquila. Alcune persone hanno visto una luce tremolante alta 10 centimetri sopra il lastricato di via Francesco Crispi nel centro della città.
mercoledì 11 gennaio 2012
Cadaveri intatti dopo 50 anni. San Donaci, dove i morti non diventano cenere
E' morta mezzo secolo fa, ma il suo corpo è intatto. E' il caso più eclatante quello che riguarda una bimba deceduta cinquant'anni fa. Quando la piccola cassa contenente i suoi resti è stata riaperta, i necrofori sono rimasti choccati. Il corpo dell’esserino era saponificato, il volto come quello di una bambola, il corpicino ancora quasi intatto sotto gli abiti stracciati.E' solo uno di tanti altri casi raccontati dal quotidiano brindisino Senzacolonne. Gli altri sono meno incredibili ma ugualmente sconvolgenti, come quelli di anziani quasi intatti dieci o vent’anni dopo la tumulazione. Qualcuno con i capelli e le unghie allungate. Nel cimitero di San Donaci, provincia di Brindisi, i morti non ritornano cenere, ma neanche ossa: un mistero che naturalmente non ha a che fare con il paranormale ma che comprensibilmente risulta inquietante e comporta persino problemi logistici.
Non potendo trasferire le salme dopo il tempo previsto negli ossari, i loculi non si liberano e l’Amministrazione comunale è costretta ad ampliare il camposanto per realizzare nuovi loculi. Sì perché a San Donaci non c’è l’usanza di seppellire sotto terra: solo cappelle familiari o tombe a muro. In un anno, su sessanta estumulazioni, quaranta salme vengono trovate mummificate o saponificate. Un caso forse unico in Italia, che sembra non avere una semplice spiegazione scientifica.
Le stesse procedure di sepoltura vengono seguite nei comuni vicini e quindi non si capisce come mai proprio nelle cappelle del cimitero di San Donaci accada questo fenomeno che altrove invece non si verifica. Ancora nelle ultime ore un'altra scoperta dei i necrofori, che si sono trovati davanti alla salma di una donna saponificata. Il responsabile cimiteriale non ha potuto far altro che richiudere la bara.
I parenti dei defunti sono choccati, anche perché hanno facoltà di assistere alle operazioni di apertura delle bare. Spesso si ritrovano a vivere un dolore imprevisto. Nella mummificazione, avvenuta spesso in tale comune e testimoniata da foto in possesso di Senzacolonne, vi è un disidratazione veloce dei tessuti corporei e una successiva evaporazione dei liquidi. Nella saponificazione, invece, la pelle si attacca alle ossa formando una sostanza chiamata adipocera che è simile alla cera e ha un aspetto viscido che favorisce la conservazione del corpo.
Le soluzioni possibili? Difficile da dire. Nel cimitero di San Donaci i morti vengono disposti nei loculi a muro, proprio perché non vi è la cultura della sepoltura sotterranea. E dunque è certo che in pochi accetterebbero di mutare questa tradizione. Qualcuno azzarda che si potrebbero utilizzare delle speciali pasticche da inserire nella cassa e che favoriscono il procedimento di decomposizione. Ma ci deve essere l’autorizzazione sanitaria che dipende dalle Asl di appartenenza. Quello che è sicuro è che il mistero si infittisce sempre di più.
Rosazza, borgo massonico
Non da meno dei misteri del priorato di Rennes!Vero borgo massonico ecco il centro più misterioso d'Italia: Rosazza tra esoterismo e segreti..C’è un borgo in Italia che viene definito come il più misterioso. Si tratta di Rosazza, un comune in provincia di Biella, che a quanto pare vive in un alone “di vero e proprio mistero”. Ma cosa sarà mai a rendere questo borgo così particolare? Definito dalla rivista Fenix la Rennes Le Chateau d' Italia, sembra che le sue implicazioni esoteriche siano tra le più famose per gli esperti in materia. Struttura ed architettura sono strettamente connessi a questa simbologia, in tutto e per tutto riconducibile alla massoneria.Un castello si erge nella cittadina dai pochi abitanti, con la sua torre guelfa. Edificio fortemente voluto da Federico Rosazza, Senatore del Regno e già membro della Giovane Italia mazziniana. Non solo. Sembra proprio che Rosazza fosse il Grande Maestro Venerabile della massoneria di Biella e tenesse le sue riunioni presso la torre civica del Palazzo comunale. Aleggia negli edifici, nelle strade, nelle merlature dei palazzi. Lo splendido castello fu completato solo nel 1899, ovvero l’anno dopo la morte del Maestro. L’edificio fu progettato con lo scopo di richiamare gli antichi templi di Paestum, inserendo chiari riferimento all’esoterismo e alla loggia. L’attuale Palazzo Comunale, splendido anch'esso, avrebbe dovuto ospitare la sede del municipio di Piedicavallo, ma divenne poi nel 1906 – con l’autonomia comunale- sede del comune di Rosazza.Di questo, di cui Giuseppe Maffei curò ogni singolo dettaglio, sono da ammirare le merlature ghibelline e la famosa scala di marmo bianco che permette l’accesso ai “piani alti”. Sarete voi stessi dentro Rosazza a sentire e vivere quell’aura di segretezza di cui vi parlerà ogni monumento ed ogni casa. Così in silenzio, passeggiando, gli amanti dei borghi affascinati del mistero, rimarranno senza fiato nel luogo più misterioso d’Italia…
Fonte: Libero.it
lunedì 2 gennaio 2012
Alt: luoghi top secret!
Metropolitane inaccessibili del KGB,club ultra privati,l'Area 51 e centrali atomiche nazionali. Ecco una lista dei luoghi altamente vietati!Luoghi in cui semplicemente, non potrete mai andare. Che si tratti di posti naturali o di motivi di riservatezza estrema, ecco dieci posti dall’accesso estremamente riservato. Vediamo dove si trovano e soprattutto i motivi per cui si tratta di zone proibite!
venerdì 10 giugno 2011
Il mistero degli orologi siciliani
«Al momento l’unico “rischio” reale è di ritrovarsi in ufficio con un quarto d’ora d’anticipo. Ma il fatto in sè incuriosisce e, com’era facile prevedere, il mistero ormai corre sulla Rete. Da oltre una settimana gli orologi elettrici di Catania, ma anche di altre città della Sicilia, sembrano letteralmente impazziti. Improvvisamente cominciano a correre riuscendo ad andare avanti anche di 15/20 minuti al giorno. Un fenomeno inspiegabile che ha acceso la curiosità di due periti informatici della St Microelectronics, la multinazionale dei semiconduttori con sede a Catania. Francesco Nicosia e Andrea De Luca sono per certi versi anche degli addetti ai lavori. E sicuramente non sono facilmente suggestionabili. Parlando tra loro hanno scoperto di avere un problema in comune che, a stretto giro, hanno condiviso sui social network. A quel punto la scoperta: nella Sicilia sono ormai centinaia gli orologi digitali che vanno più in fretta del dovuto.
TAM TAM SU FACEBOOK - «Quanti di voi hanno avuto problemi con sveglie, forno a microonde etc?» ha chiesto Francesco su Facebook. Immediatamente sono fioccate le conferme. «A me è successo con il forno a microonde...lo sistemo e succede di nuovo», risponde Melina. E Angelo: «...a me con la radio sveglia». Paola: «E' vero anche il mio microonde è avanti di circa 7 min…che strano!». Giulia, invece, aveva pensato di aver già risolto il problema «anche a me è successo con la radiosveglia, tanto che l’ho cambiata proprio ieri». Mentre Marilyn aveva addebitato tutto alla sua sbadataggine. «La prima volta ho pensato che il microonde l’avessi toccato io male – spiega- lo sistemo con l’ora di Sky e del Pc, l’indomani lo trovo avanti di 10 minuti. Ci sto più attenta, lo sistemo e di nuovo lo trovo avanti. Adesso 'sta cosa dura da una settimana, non l’aveva mai fatto prima…boh sarà il caldo!».
COLPA DELL'ETNA? - E’ proprio questo il punto. Cosa sta succedendo a Catania e nel resto della Sicilia? Qualcosa di simile a quel che avveniva tempo fa a Caronia dove televisori, frigoriferi, radioline improvvisamente prendevano fuoco? In quel caso si arrivò persino a temere la presenze di alieni che bazzicavano tra le Eolie e la fascia tirrenica. Il giallo di Caronia non è stato mai del tutto risolto, anche se di ipotesi ne sono state fatte: dall’effetto di campi elettromagnetici agli improvvisi sbalzi nell’erogazione di corrente. Più o meno le stesse che vengono fatte per spiegare «il mistero degli orologi impazziti». Il popolo della Rete aveva pensato pure a campi elettromagnetici legati all’Etna, anche se questo sarebbe valido solo per Catania, mentre qualcuno ha evocato persino gli effetti dei venti solari.
SBALZI DI CORRENTE? - Una risposta convincente la danno invece i ricercatori del dipartimento di ingegneria elettrica dell’università di Catania. «Tutto potrebbe nascere – ha spiegato a una tv locale il professore Emanuele Dilettoso - dal fatto che in rete ormai sono presenti dei generatori di energia, tipo gli impianti fotovoltaici, che spesso non sono autoregolati e quindi eventuali piccole variazioni di frequenza non vengono adeguatamente compensate». E c’è pure chi fa notare che da alcuni giorni sono in corso lavori al cavo elettrico sottomarino che arriva in Sicilia. La causa andrebbe dunque ricercata negli sbalzi di erogazione della corrente elettrica? «Ci avevo pensato anch’io – replica Francesco Nicosia - ma ho fatto verificare la linea elettrica di casa mia (230 Volt, con una frequenza di 49.89 Hz) e tutto sembra regolare. E poi se fosse così i guasti dovrebbero riguardare tutti gli elettrodomestici».
IL BANCARIO PREOCCUPATO - Se all’inizio i due amici e colleghi hanno affrontato questa strana storia con leggerezza e quasi divertiti ora sembrano preoccupati. «L’altro giorno –racconta Francesco - anche il fruttivendolo sotto casa mi ha detto che il suo orologio digitale si è messo improvvisamente a correre. Ma questo è niente. Arrivo in banca e l’impiegato mi dice che devo pazientare un po’. "Purtroppo – mi spiega- qui tutte le macchine sono andate a put…”. “Anche voi avete gli orologi che vanno avanti?” Chiedo per scherzare. E lui: “ma lei come fa a saperlo?”». Insomma l’allarme sugli orologi impazziti si sta allargando a macchia d’olio e ormai corre anche oltre la Rete».
(massimo.bonasorte@ilportaledelmistero.net e asciacca@corriere.it )
domenica 16 gennaio 2011
In Irlanda c'è la «razza» dei giganti - È stato scoperto il loro Dna
Alcune famiglie dell'Ulster hanno in comune un gene apparso 1.500 anni fa responsabile della malattiaUn Tumore benigno dell'ipofisi produce un'eccessiva quantità di ormone della crescita
LONDRA - A 19 anni veniva accolto a Londra come una star, a 22 moriva di alcol: è la storia di Charles Byrne, il «gigante irlandese» divenuto uno dei più celebri fenomeni da baraccone nella Gran Bretagna della fine del Settecento, il cui Dna è servito a mappare le origini del gigantismo. Una nuova ricerca ha svelato infatti che Byrne e alcune famiglie che ancora oggi risiedono in Ulster hanno in comune un gene mutante apparso 1.500 anni fa responsabile della malattia.
LA RAZZA DEI GIGANTI - La «razza dei giganti», come la definisce oggi l'Independent, sarebbe confinata in una piccola zona dell'Irlanda del Nord che gli studiosi preferiscono mantenere segreta proprio per proteggere chi è affetto dall'anomalia. Le quattro famiglie in cui è stato identificato il gene, hanno in generazioni recenti dato origine a sei «giganti» di oltre due metri di altezza e a altre persone affette da disturbi della crescita. A rendere i «giganti» diversi è un gene mutante che fa sì che già da bambini questi vengano colpiti da un tumore benigno dell'ipofisi che produce un'eccessiva quantità di ormone della crescita. Quando invece il tumore si sviluppa in età adulta, risulta in una crescita anormale della fronte, della mascella, delle mani e dei piedi, un disturbo chiamato acromegalia. In entrambi i casi i soggetti spesso soffrono di forti mal di testa e di problemi alla vista in quanto il tumore fa pressione sul nervo ottico.
Fonte: Il Corriere della Sera
lunedì 13 dicembre 2010
Mistero Gioconda - Simboli negli occhi
Forse numeri e lettere. La scoperta del comitato che trovò le ossa di CaravaggioAd occhio nudo e' difficile notarlo, ma l'ingrandimento dell'immagine, spiega il presidente Silvano Vinceti, rivela la presenza nell'occhio destro della modella (sinistro per chi guarda il quadro) ''la presenza di un monogramma che sembra essere 'LV', forse proprio le iniziali di Leonardo''. Diversi ma ancora piu' difficili da decifrare i caratteri riconoscibili all'interno dell'occhio sinistro della modella (il destro per chi guarda la tela): in questo caso, secondo Vinceti, potrebbe trattarsi di 'CE' o semplicemente di una 'B'. Quanto ai segni nascosti sotto l'arcata del ponte sembrano due numeri, '72', che potrebbero pero', dice, anche leggersi rovesciati.. e in questo caso si tratterebbe di una L e di un 2. Come gia' lo furono per le ossa del povero Caravaggio, riportate con tutta solennita' questa estate a Porto Ercole, gli esperti del comitato guidato da Vinceti sono certissimi della loro scoperta, che si deve peraltro, raccontano, al contributo casuale di un bidello pugliese, Luigi Borgia, che li ha convinti ad un esame piu' attento del dipinto: ''Abbiamo fatto esami dettagliati e chiesto la consulenza di pittori esperti'', racconta Vinceti, ''tutti hanno confermato che questi segni non possono essere stati fatti per caso o per errore, sono stati inseriti volutamente dal pittore''.
Resta il fatto che nessuno dei tantissimi specialisti di Leonardo si era mai accorto della presenza di simboli nello sguardo della pur enigmatica Gioconda, cosi' come negli altri quadri di Leonardo. ''Dopo la scoperta abbiamo sottoposto ad esame anche la Dama con l'Ermellino - sottolinea Vinceti - e nei suoi occhi non abbiamo trovato nulla''. Pero' e' un fatto, dice, che la Gioconda e' un quadro particolare nella produzione di Leonardo, cominciato intorno al 1490 e finito molti anni dopo. Un quadro, ricorda Vinceti, ''che il grande artista porto' a lungo con se' e al quale sicuramente attribuiva un valore particolare, non era un semplice ritratto, aveva un significato filosofico, con quest'opera Leonardo voleva lasciare una testimonianza che andasse oltre la pittura''. La ricerca prosegue. A giorni la scoperta verra' illustrata in una conferenza stampa, annuncia il presidente del comitato, con nuove rivelazioni, anticipa, anche sull'identita' della Gioconda. Intanto, tra simboli esoterici e dame misteriose, la vicenda e' di quelle che potrebbero stimolare la fantasia di un Dan Brown.
venerdì 24 settembre 2010
Torna l'allarme della Nasa: 2013, la tempesta solare potrebbe distruggere le nostre reti informatiche

Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbero essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni.
Il primo allarme era già stato lanciato dalla Nasa a giugno: le eruzioni solari potrebbero generare una tempesta magnetica in grado di causare un black-out sulla Terra. Satelliti, linee elettriche, trasporto aereo, sistemi finanziari. Nei mesi scorsi a Washington, non a caso si è aperto il Forum sul Clima Solare promosso dalla Nasa in cui protagonista è proprio il picco di attività stellare. Secondo Richard Fisher, scienziato della Nasa «la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti». Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti.
Potremmo, nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia elettrica e comunicazioni. «Il primo segno di pericolo verrebbe quando le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e dispositivi GPS. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti commerciali che trasmettono conversazioni telefoniche, TV ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati via», ha detto Tom Bogdan, scienziato che ha sviluppato un modello matematico per rappresentare quello che potrebbe accadere.
L'allarme è stato rilanciato anche dal Ministro della Difesa britannico, Liam Fox, che pochi giorni fa ha annunciato uno studio mirato a proteggere le reti internazionali: un simile black-out provocato dal sole potrebbe essere sfruttato da organizzazioni terroristiche per attaccare sistemi locali e internazionali. Questo annuncio sottolinea quanto siano preoccupati i Governi: non si tratterebbe quindi di un'apocalisse alla 2012 ma di un evento le cui possibili conseguenze devono essere prese in considerazione fin da ora.
mercoledì 25 agosto 2010
Il mistero dei Rotoli di Qumran

I Rotoli del Mar Morto sono stati fatti a Qumran Da quando sono stati trovati nelle 11 grotte di Qumran, mezzo secolo fa, i Rotoli del Mar Morto hanno riempito i dipartimenti di archeologia di punti interrogativi. In quale Paese del mondo sono stati scritti? E dove sono state lavorate le pergamene? A questa seconda domanda è riuscito a rispondere uno studio italiano dei Laboratori Nazionali del Sud (LNS) di Catania dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Con un acceleratore di particelle. La pergamena di pelle di cammello di cui sono fatti 900 documenti sarebbe stata prodotta proprio nel luogo in cui sono stati trovati, vicino alle rovine dell'antico insediamento di Khirbet Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto.
"I residui di bromo che abbiamo trovato nei campioni analizzati - spiega il fisico che ha condotto la ricerca, Giuseppe Pappalardo - sono compatibili con la composizione delle acque di quella zona, che contengono una quantità di bromo tre volte superiore a quella di qualunque altro mare. Si tratta di uno studio ancora in fase preliminare, ma ci sono buone probabilità che l'origine sia quella". La datazione si aggira fra il 200 a.C. e il 60-70 d.C., ma non è detto che i testi siano stati scritti nello stesso luogo in cui sono stati creati. L'analisi degli inchiostri verrà fatta dallo stesso team che ha condotto lo studio, ed è quindi probabile che i ricercatori italiani riescano, tra qualche anno, a svelare tutti i misteri che girano intorno a questo rompicapo dell'archeologia.
Il team è riuscito nella scoperta grazie all'uso incrociato di un nuovo sistema di analisi, chiamato XPIXE e brevettato proprio dai LNS dell'INFN, e dell'acceleratore di particelle in funzione negli stessi laboratori. I documenti analizzati rappresentano, tra l'altro, i testi biblici più antichi mai conosciuti, ma ad essere stata studiata è stata solo una parte di tutta la documentazione, il Rotolo del Tempio, che non fa parte della narrazione biblica ma descrive la costruzione e la vita di un luogo sacro,spiegando come trasmettere la legge al popolo.
La ricerca dei fisici dell'INFN si è svolta in collaborazione con i ricercatori del BAM-CNR (Bundesanstalt fiir Materialforschung) di Berlino: "La dottoressa Ira Rabin del BAM - spiega Pappalardo - ci ha contattato perché sapeva che eravamo gli unici ad avere tutta la strumentazione necessaria. Un'apparecchiatura portatile ci ha permesso di fare lo screening dei campioni, analizzando tutti i loro elementi chimici, quelli pesanti e quelli leggeri. Abbiamo analizzato i frammenti dei Rotoli del Tempio perché sapevamo che gli esami sarebbero stati più facili, erano campioni più puliti".
La ricerca è stata realizzata su sette piccoli campioni di dimensione media (circa un centimetro quadrato) e i reperti provenivano dal Shrine of the Book of the Israel Museum e dalla collezione Ronald Reed della John Rylands University Library. Gli strumenti del laboratorio LANDIS dei Laboratori di Catania dell'INFN hanno permesso di effettuare le analisi senza danneggiare i frammenti e ottenendo subito risultati interessanti.
Queste pergamene, il supporto su cui si scriveva al tempo, richiedevano, infatti, una grande quantità di acqua per essere preparate. L'analisi delle concentrazioni di cromo e bromo nelle acque del Mar Morto è risultata compatibile con la percentuale di queste sostanze contenuta nei campioni, e il confronto è stato possibile utilizzando fasci di protoni da 1.3 MeV, prodotti dall'acceleratore di particelle Tandem dei LNS dell'INFN.
I risultati sono stati presentati dal professor Pappalardo alla PIXE 2010 Conference di Surrey, in Gran Bretagna. Non resta ora che aspettare la seconda parte dello studio, quella che analizzerà la composizione degli inchiostri, per capire dove i testi sono stati scritti, e magari anche da chi. (Sara Ficocelli – www.repubblica.it)
giovedì 3 giugno 2010
ARCHEOLOGIA / Scienzati Usa studiano i Maya con la tecnologia Nasa e scoprono che la vera data della profezia non è il 2012


E in 25 anni, armati di machete, Arlen e Diane Chase erano riusciti a realizzare la mappa soltanto di 23 chilometri quadrati. Mentre con una tecnologia basata sull’uso del laser, detta LIDAR, montata su un aereo bimotore, sono riusciti in 24 ore a ricostruire tridimensionalmente a computer l’intera città di Caracol, per un’area totale di 177 chilometri quadrati. Il commento a caldo di Diana Chase è stato: «Siamo stupefatti. L’uso del Lidar rivoluzionerà l’archeologia Maya allo stesso modo in cui lo hanno fatto la datazione al carbonio negli anni ’50 e l’interpretazione dei geroglifici Maya negli anni ’80 e ’90».
Professori Arlen e Diane Chase, perché secondo voi il LIDAR rivoluzionerà le nostre conoscenze sui Maya?
Il LIDAR rivoluzionerà le nostre idee sui Maya per la sua capacità di rappresentare globalmente un territorio antico. Finora, i ricercatori dovevano limitarsi a campioni parziali senza poter contestualizzare pienamente i dati archeologici. Il LIDAR ci permette ora di vedere l’intero insediamento e il territorio circostante e ci consentirà di individuare le differenze territoriali tra i Maya e i confini tra le antiche entità politiche.
La profezia sul 2012 è una costruzione della moderna «new age». L’attuale ciclo temporale maya finirà attorno all’anno 4.946 del nostro calendario. Il 22 dicembre del 2012 per il calendario maya sarà il 13.0.0.0.1 (cioè una data qualsiasi senza nessun valore simbolico, Ndr) e quel giorno quindi nel mondo tutto sarà tranquillo.
L’astronomia maya, cui di recente sono stati dedicati diversi libri e film, era davvero così avanzata come si pensa?
L’astronomia maya era molto avanzata. I loro scienziati praticavano osservazioni dirette e dettagliate del cielo e le loro rilevazioni dei cicli dei vari pianeti erano registrate nei loro codici cartacei e nei geroglifici sulla pietra.
Per la comunità scientifica, qual è la cosa più difficile da spiegare sulla civiltà maya?
La cosa più difficile da spiegare è quanto questa civiltà fosse grande e complessa. Dato che finora avevamo avuto a che fare solo con campioni del loro passato, ma mai con una visione globale, gli scienziati hanno creato diversi modelli per spiegare come la loro società sia scomparsa. Le informazioni del LIDAR ci aiuteranno a perfezionare la nostra conoscenza di questo antico popolo, proprio perché fornisce un contesto completo.
Avete scoperto qualcosa di nuovo sullo sviluppo tecnologico dei Maya?
Tutto il paesaggio attorno a Caracol è stato completamente modificato dall’azione dell’uomo, detta anche antropogenica. Gli antichi abitanti dovevano avere una relazione intima con l’ambiente circostante e gestivano molto attentamente i terreni e i flussi di acqua nel territorio.
Sì, a Caracol abbiamo rinvenuto delle prove archeologiche dei sacrifici umani realizzati dai Maya. I sacrifici umani facevano parte della loro antica religione, come è stato confermato da un punto di vista archeologico.
IL LIDAR può aiutarci a capire le ragioni della scomparsa della civiltà Maya?
I dati ricavati con il LIDAR ci aiuteranno a comprendere quanto intensamente i Maya abbiano utilizzato e modificato il loro territorio. Questo, a sua volta, potrà aiutarci a capire perché abbiano abbandonato certe aree. E’ importante specificare, tuttavia, che la loro decadenza non fu un processo uniforme e si sviluppò su più di 150 anni. I dati del LIDAR ci consentiranno di individuare come hanno influito su questo processo le differenze territoriali. Inoltre, in alcune zone non vi fu alcuna scomparsa dei Maya.
Caracol si estendeva per 177 Km quadrati, quasi come Boston (232,2 Km quadrati). Perché era così grande?
Caracol era così grande perché questa era la caratteristica dell’urbanistica Maya. A differenza delle moderne città occidentali, i Maya incorporavano la loro agricoltura nelle città, e Caracol può essere definita una forma di urbanismo «a bassa densità». Questa definizione di urbanismo è stata usata da Roland Fletcher per la città di Angkor Wat, in Cambogia, che si estende per oltre 1000 Km quadrati. Le dimensioni di Caracol non sono anomale per le città Maya: Tikal, Calakmul e Coba erano all’incirca della stessa grandezza. Tuttavia, nessuna aveva la popolazione delle città moderne e Caracol, probabilmente la più grande città Maya, aveva circa 115.000 abitanti.
La definizione di Caracol come città sostenibile deriva dalla presenza di terrazzamenti e serbatoi all’interno della città. I primi permettevano agli abitanti di far crescere il cibo di cui avevano bisogno e i numerosi serbatoi consentivano di immagazzinare l’acqua necessaria. Così l’intera città era «sostenibile».
Perché il comunicato stampa definisce il LIDAR una «tecnologia spaziale»?
Il LIDAR è definito «tecnologia spaziale» perché la ricerca è stata finanziata dal Programma di Archeologia Spaziale della NASA. La ricerca comprendeva sia la rappresentazione IKONOS dai satelliti, sia quella LIDAR dai sorvoli; i risultati di quest’ultima si sono dimostrati molto superiori a quelli ottenuti da IKONOS.
Chi ha permesso la realizzazione della vostra ricerca sulla città di Caracol?
Il progetto archeologico su Caracol della University of Central Florida, che abbiamo diretto personalmente, rappresenta una collaborazione di lungo termine con l’Istituto di Archeologia del Belize. I fondi per la ricerca LIDAR a Caracol nel Belize, nel 2009 sono stati stanziati dalla Nasa a favore di John F. Weishampel, Arlen F. Chase e Diane Z. Chase. Il lavoro è stato facilitato dalla collaborazione dell’Istituto di Archeologia del Belize, e specialmente di Jaime Awe e Brian Woodye. Ramesh Shrestha, K. Clint Slatton, Michael Sartori e William E. Carter del National Center for Airborne Laser Mapping, che hanno effettuato le rilevazioni aeree dell’area di Caracol e hanno elaborato i dati raccolti con Lidar.
martedì 4 maggio 2010
Scoperto a Potenza antico edificio stile Ikea
ROMA - Una reggia del VI secolo avanti Cristo assemblata come un mobile dell'Ikea. E' la scoperta fatta a Torre Satriano, alle porte di Potenza, dove gli archeologi, -secondo quanto riporta la rivista 'Storica' National Geographic - hanno riportato alla luce un edificio sfarzoso, dotato di un tetto a falde i cui pezzi sono quasi tutti segnati con iscrizioni che rimandano ad istruzioni per il montaggio. Si tratta di un edifico "simile ad un tempio", anticipano dal periodico, con un corpo centrale sormontato dal tetto a due falde con decorazioni rosse e nere, e un volume laterale con un porticato che valorizzava l'ingresso della lussuosa costruzione. Il tetto consentiva il defluire delle acque piovane attraverso dei pannelli di abbellimento, chiamati 'sime', provvisti di gocciolatoi."Tutte le sime - spiega a Storica Massimo Osanna, direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell'Università della Basilicata e del progetto di scavo a Torre Satriano - e alcune lastre di fregio presentavano iscrizioni relative al sistema di montaggio del tetto. Sono stati recuperati finora un centinaio di frammenti iscritti, dove si legge un numero ordinale al maschile sulle sime e uno al femminile sul fregio". Una sorta di libretto di istruzioni che identificava ogni componente con una sigla e, per facilitarne l'ordine di assemblaggio, definiva gli elementi maschio o femmina, pratica ancora in uso ai giorni nostri. "Le caratteristiche di queste iscrizioni indicano un orizzonte temporale del VI secolo a.C., omogeneo con quanto ricostruibile anche con gli altri elementi del decoro architettonico", spiega Osanna.
Non solo: i decori del tetto della reggia di Torre Satriano sono molto simili alle tracce frammentarie del decoro di un'altra abitazione ritrovata a Braida di Vaglio, una località poco distante. "La similitudine nell'impiego di questi decori è tale da farci immaginare la stessa origine, se non addirittura lo stesso stampo". La zona dei ritrovamenti era a ridosso delle colonie costiere della Magna Grecia e a quell'epoca i signori locali si adeguavano ai gusti di origine greca, facendone uno status symbol: ciò potrebbe quindi giustificare una produzione 'seriale'.
Ufo: scoperti cerchi in un campo di orzo nel bresciano

BAGNOLO MELLA (BRESCIA) - Gli appassionati di fantascienza sono convinti che i cerchi lasciati in un campo coltivato ad orzo siano di un'astronave arrivata da chissà quale galassia. In paese, però, è convinzione che si tratti dell'opera di qualche burlone che, se scoperto, dovrà fare i conti con il proprietario del terreno per i danni arrecati alla coltivazione. La scoperta dei cerchi è stata fatta questa mattina da un ragazzo che ha subito avvisato i carabinieri.Il disegno sul campo è risultato abbastanza strano e non è la prima volta che la cronaca si occupa di questi fenomeni con ufologi improvvisati che spiegano l'arrivo degli extraterrestri. Il cerchio più grande ha un diametro di 10 metri, gli altri, di alcuni metri. Tra loro sono collegati da sentierini, anch' essi ricavati nell'orzo. L'orzo, alto alcune decine di centimetri è inclinato, ma non schiacciato, come se a piegarlo fosse stato un getto d'aria. I carabinieri hanno svolto un sopralluogo e inviato una segnalazione all'autorità giudiziaria. Molti i curiosi che si sono recati a vedere l' insolito fenomeno, scherzando sulla possibilità che siano arrivati gli ufo.
martedì 22 settembre 2009
ASSASSINATO DAI BAMBINI PAUROSI - Gollum, Il Mostro
GOLLUM, IL MOSTRO18/09/2009 - Gli inglesi l'hanno soprannominato Gollum per la sua somiglianza con le creature mostruose del Signore degli Anelli. E in effetti, l'essere emerso dalle acque di Cerro Azul (Panama) è davvero mostruoso. Meglio, era mostruoso. Perché quando Gollum è uscito dal mare, i bambini che in quel momento si trovavano in spiaggia si sono spaventati a morte e, con buona pace della scienza che avrebbe potuto studiarne i comportamenti e le caratteristiche biologiche da vivo, l'hanno ammazzato a pietrate. Poi si sono liberati del viscido cadavere rigettandolo nei flutti da cui era venuto. Tornati a casa, hanno raccontato dell'incontro "paranormale" ai genitori, che sono tornati sul luogo del delitto. Lì, hanno trovato Gollum, riportato a riva dalle onde. L'Autority nazionale per l'Ambiente ha già fatto sapere che cercherà di scoprire a quale tipo di specie appartenga l'animale. Sempre la specie sia già stata classificata..
fonte: www.torinocronaca.it
martedì 8 settembre 2009
Messico, "Trovato baby alieno"
L'annuncio della tv del PaeseUn cucciolo di alieno vivo sarebbe stato trovato da un contadino nel 2007. Lo strano essere - racconta la televisione messicana - con lo scheletro da lucertola e con una grande testa si trovava in un fossato e l'uomo, Marao Lopez, cercò per ore di annegarlo tenendolo sott'acqua. Dopo due anni di test, gli scienziati hanno dichiarato di non aver mai visto nulla di simile. Intanto, Lopez è morto in un misterioso incendio della sua auto.
Dopo due anni di test del Dna e risonanze magnetiche sullo strano essere, gli scienziati messicani ai quali l'agricoltore aveva consegnato il corpicino hanno dichiarato di trovarsi di fronte a qualcosa di veramente nuovo: uno scheletro da lucertola, denti senza radici, la possibilità di rimanere sott'acqua per ore. L'alieno ha anche alcuni elementi di somiglianza con gli esseri umani. Inoltre ha un cervello enorme, con la parte posteriore particolarmente sviluppata, segno di una grande intelligenza. Ma, nel complesso, il baby extraterrestre ha lasciato esterrefatti gli studiosi. Quanto all'uomo che lo aveva trovato, Marao Lopez, è morto in un incendio in un'auto parcheggiata a lato di una strada. Le fiamme, tuttavia, secondo Joshua P. Warren, esperto americano di Ufo, avevano una temperatura superiore a quella di un fuoco normale. Nella zona si è diffusa la voce che ad uccidere l'agricoltore siano stati i genitori della strana creatura per vendetta.
Nella zona in cui è stato trovato l'esserino, inoltre, vi sono frequenti avvistamenti di Ufo e notizie di cerchi nel grano. La storia è stata divulgata dall'esperto ufologo messicano, il 56enne Jaime Maussan, che è pronto a scommettere sulla sua veridicità. Alcuni contadini gli hanno raccontato che c'era un'altra creatura che tuttavia è riuscita a scappare quando loro si sono avvicinati.Della vicenda si è interessata anche il quotidiano tedesco "Bild", sulle cui colonne si è scatenato un gran dibattito tra i sostenitori della teoria che si tratti di un extraterrestre e gli scettici che pensano invece ad una bufala.
Fonte: TGCOM
giovedì 11 giugno 2009
Giappone, piovono girini e pesci
Da giorni a Nanao e in altri luoghi della prefettura di Ishikawa non si parla d'altro. Sulla costa centrale del mar del Giappone sono infatti caduti dal cielo girini e pesci. Secondo gli abitanti si è trattato di una "pioggia miracolosa", ma gli esperti e i meteorologi ipotizzano invece un'intensa e piccola turbolenza, come un mini-tornado, o addirittura che i piccoli animali possano essere stati persi durante il volo da uccelli come i corvi o le gru nipponiche.
Sulle cause della misteriosa pioggia, per ora, non ci sono certezze. Ma le testimonianze dei locali non lasciano adito a molti dubbi sulla veridicità dell'evento straordinario. Sulla base delle ricostruzioni fatte dalla stampa locale, un uomo di 55 anni ha spiegato di aver udito giovedì scorso strani rumori e, avvicinatosi a un parcheggio pubblico nel centro della città di Nanao, ha visto un centinaio di girini di pochi centimetri distribuiti su una superficie di una decina di metri quadrati. Il fenomeno si è poi ripetuto sabato anche nella città di Hakusan. Le ipotesi formulate dagli esperti puntano tutto su un evento atmosferico eccezionale, ma spiegabile. L'osservatorio meteorologico della vicina Kanazawa ha fatto però notare che le condizioni del tempo, considerando che i fenomeni sono stati segnalati già a inizio mese, non possono giustificare "piogge anomale" come quelle di Nanao e Hakusan. Sulle cause, dunque, si è acceso un interessante dibattito, che ha coinvolto anche l'Istituto ornitologico Yamashina di Abiko, nella prefettura di Chiba. Secondo i ricercatori dell'ateneo, infatti, i girini potrebbero essere stati persi in aria da uccelli di grandi dimensioni. Il mistero resto fitto.
Fonte: TGCom
lunedì 18 maggio 2009
Il mistero di Kodinjiil villaggio dei gemelli
IMMAGINATE di camminare per strada e vedere un bambino. Poi di girare l'angolo e vederne un altro, identico al primo. Può sembrare la scena di un film di David Linch e invece è una situazione che a Kodinji, villaggio della regione del Kerala, in India, si verifica abitualmente. Perché qui le donne, da circa cinquant'anni, partoriscono quasi sempre figli gemelli. In questa comunità di 2000 anime vivono ben 250 coppie di fratelli identici. Nel 2008, su 300 famiglie che hanno avuto un figlio, sono nate 15 coppie di gemelli, percentuale sei volte più alta rispetto alla media nazionale. L'India è uno dei Paesi con il più basso tasso di parti gemellari al mondo. E questo piccolo paesino svetta in cima alla classifica con un primato che da anni fa discutere gli scienziati. Finora, solo uno di loro è riuscito a condurre uno studio completo, il dottor Krishnan Sribiju, dell'ospedale locale Tirurangadi Taluk, secondo il quale il numero di gemelli aumenterà in modo esponenziale anno dopo anno, come accaduto finora. Negli scorsi cinque anni sono nate circa 60 coppie. Oggi, quelle registrate sono 250. Alcune conseguenze hanno aspetti grotteschi. Le insegnanti, ad esempio, hanno grosse difficoltà a distinguere i bambini in classe. "Io, quando mi pettino, mi faccio la riga a destra e mio fratello a sinistra - spiega Abhi, 16 anni - mi hanno anche fatto un timbro sul collo". Sribiju studia il fenomeno da nove anni. E parla al quotidiano britannico The Independent di un'ipotesi interessante: "La causa potrebbe risiedere nell'acqua o nella sabbia. Non crediamo dipenda dal cibo, poiché queste persone non mangiano niente di particolare. Ma nell'acqua che bevono ci sono metalli pesanti, a causa dell'inquinamento delle falde. Ci vorranno comunque anni, per venirne a capo".
L'esperto esclude che la causa sia l'alta percentuale di matrimoni fra consanguinei nella comunità musulmana: "Il fenomeno non è circoscritto a queste famiglie ma interessa tutta la comunità, e le coppie che si trasferiscono in questa zona cominciano a partorire figli gemelli dopo pochi anni di permanenza. E' un'area geografica molto piccola. E la causa sembra più esterna che genetica". La maggior parte dei gemelli di Kodinji, spiega Sribiju, non sono identici, e questo significa che c'è qualcosa che fa produrre alle madri uova in più. I gemelli infatti possono essere di due tipi, dizigoti e monozigoti. Quelli dizigoti sono i più comuni (circa i 2/3 di tutti i parti gemellari) e derivano dalla fecondazione di due cellule uovo da parte di due spermatozoi. I monozigoti, detti anche monovulari, derivano da una singola cellula uovo fecondata da uno spermatozoo e poi scissa in due embrioni, quindi sono identici. Esiste anche una terza categoria, i gemelli bizigoti o "semi-identici", che nascono da una cellula uovo fecondata da due spermatozoi. La maggior parte dei parti gemellari di Kodinji sono dizigoti. "Dev'esserci qualcosa che stimola le donne a produrre uova - conclude lo studioso - in Paesi occidentali come Inghilterra, Spagna o Francia l'utilizzo di farmaci che stimolano la fertilità ha portato a un incremento dei parti gemellari, ma queste tecniche non sono disponibili in questa parte dell'India e la causa non può essere quella". "E' una teoria interessante, l'inquinamento potrebbe essere una causa - spiega la dottoressa Lucia Pasquini, responsabile del Centro di medicina fetale dell'azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze - ma è difficile dimostrarlo. I parti di gemelli dizigoti sono legati a moltissimi fattori, dall'età della madre al suo albero genealogico fino alle condizioni socio-economiche della famiglia. La percentuale di monozigoti invece è mediamente identica in tutto il mondo, indipendentemente dalle condizioni ambientali ed economiche". Kodinji non è l'unico posto ad avere un altissimo tasso di parti gemellari. Anche il villaggio di Mohammad Pur Umri, vicino alla città indiana di Allahabad, si trova nella stessa situazione, così come il villaggio brasiliano di Candido Godoi. La percentuale più alta in assoluto la troviamo però in Africa, nella tribù nigeriana degli Yoruba: circa 45 nascite ogni 1000 sono gemellari. Il dottor Sribiju si è già messo in contatto con queste comunità, sperando che un confronto posssa aiutare a risolvere il mistero.
mercoledì 6 agosto 2008
Yeti, peli di una creatura misteriosa trovati nella giungla indiana

LONDRA – Finora era una di quelle leggende alimentate da continui avvistamenti ma mai sostenute da uno straccio di prova. Invece ora gli scienziati pensano che l’abominevole uomo delle nevi sia esistito o addirittura esista davvero. Lo dimostrerebbero due peli trovati in una giungla indiana dove le popolazioni locali giurano di aver visto più volte la terribile creatura.
ENTUSIAMO - I test, condotti dalla Oxford Brookes University, dimostrano che il materiale non appartiene a nessuna specie conosciuta e che ha «un’incredibile somiglianza» con i peli trovati da Edmund Hillary sull’Himalaya mezzo secolo fa. «E’ la prova più evidente – ha detto all’Independent on Sunday Ian Redmond, esperto di scimmie antropomorfe – che lo yeti possa esistere. Siamo entusiasti dei primi risultati, anche se ci sono ancora molti test da fare». I due peli, rispettivamente di 33 e 44 millimetri, sono stati trovati sulle colline Garo, nel nord est dell’India, circa cinque anni fa. Lì la gigantesca creatura, chiamata dagli indigeni "mande barung" (ovvero "uomo della foresta"), era stata avvistata per tre giorni di seguito mentre devastava alberi e piante. Il materiale è poi stato spedito in Gran Bretagna dove è passato all’esame degli esperti.
PROFILO GENETICO - «Eravamo sicuri che appartenesse a una specie conosciuta – ha detto ancora Redmond -. Invece no». I peli saranno ora ingraditi da un potentissimo microscopio e spediti in due diversi laboratori per estrarne il Dna. Sarà quella la prova del fuoco. Se il profilo genetico non corrisponderà a nessuna creatura vivente, allora si potrà affermare con sicurezza che lo yeti, o qualcosa di molto simile a lui, esiste davvero. Come sostengono da anni tante popolazioni locali sparse nel mondo, dal Canada al Nepal e all’Indonesia.
martedì 24 giugno 2008
ACQUA SU MARTE: LA NASA HA LE PROVE
«DEVE ESSERE GHIACCIO PER FORZA» - «Deve essere ghiaccio per forza - ha dettoPeter Smith dell'università dell'Arizona -: c'era qualche dubbio che potesse essere sale, ma nessun sale può comportarsi in questo modo». I trucioli erano sul fondo del piccolo cratere chiamato «Dodo» scavato dal braccio meccanico della sonda nei giorni scorsi "grattando" una superficie dura che a questo punto secondo gli scienziati è proprio uno strato di ghiaccio. La sonda, che è atterrata sul pianeta rosso sta analizzando chimicamente i campioni prelievati, per determinarne la composizione esatta.




