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giovedì 9 aprile 2015

Ritrovata la tomba di Gesù: era sposato e con un figlio?


Lo scoop della notizia che stiamo per darvi non è tanto che sarebbe stata ritrovata la tomba di Gesù, quanto che all'interno non sarebbe stato solo, ma avrebbe condiviso il sepolcro con moglie e figlio.
La notizia, che arriva dal The Independent, sta facendo il giro del mondo, dopo che Aryeh Shimron, professione geologo, ha dichiarato di avere in mano delle "prove virtualmente inequivocabili" riguardanti la sepoltura di Gesù Cristo. Prove che oltre a che, oltre ad indicarne il sito esatto in cui è stato sepolto, dimostrano che la tomba sia stata condivisa con sua moglie Maria Maddalena e suo figlio, Judah.
Il sito esatto - con tanto di prova fotografica - si troverebbe a Gerusalemme, zona orientale, nellaTomba di Talpiot, sito funebre scoperto nel 1980 a 5 chilometri della Città Vecchia. 
All'interno del sepolcro, sono stati rinvenuti nove ossuari, sulle quali sono presenti iscrizioni che recitano le parole "Gesù figlio di Giuseppe", "Maria" ed altri nomi associati al Nuovo Testamento. Proprio da queste iscrizioni sarebbero state fatte le prime teorie che vedono Gesù sposato e con un figlio, oltre al fatto che la presenza di resti proverebbe che la Resurrezione non è mai avvenuta.

Queste tesi sono da anni molto dibattute, ma oggi il Dr. Shimron è convinto di poter portare nuovi tasselli alla storia: si tratterebbe del rinvenimento di un decimo ossario, probabilmente trafugato dalla Tomba di Talpiot prima della sua scoperta: si tratta di una "bara" di marmo acquistata da un collezionista israeliano nel 1970. Sulla bara, inoltre, ci sarebbe un' incisione in Aramaico che recita"Giacomo figlio di Giuseppe fratello di Gesù", avvalorando così la tesi che la tomba sia di Gesù Cristo e la sua famiglia. 
Per confermare la sua tesi,  il geologo ha svolto circa 150 test geochimici su vari campioni provenienti da 25 differenti ossuari (15 dei quali provenienti da altre sepolture della zona) trovando sull'ossuario perduto tracce di magnesio, ferro e silicio che sono perfettamente compatibili con quelle della "tomba di Gesù".
Fonte: Scritto da Angela Iannone | Yahoo Notizie

mercoledì 19 settembre 2007

S.GENNARO: SANGUE SI E' LIQUEFATTO



Migliaia di fedeli in preghiera nel Duomo di Napoli
(ANSA) - NAPOLI, 19 SET - Annunciato ai fedeli l'avvenuto miracolo della liquefazione del sangue del santo patrono di Napoli. Alle 9.30, il duca Riccardo Carafa della deputazione di San Gennaro, ha come da tradizione sventolato il fazzoletto bianco. Nel Duomo partenopeo, dove si svolge la cerimonia, sono migliaia i credenti riuniti in preghiera. Visibilmente emozionato per l'evento l'arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, il quale si e' rivolto ai fedeli annunciando il miracolo.

martedì 8 maggio 2007

SCOPERTA LA TOMBA ERODE IL GRANDE



GERUSALEMME - Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni: questo, secondo il professor Ehud Netzer dell' Istituto di archeologia dell'Università ebraica di Gerusalemme, il significato della scoperta dopo decenni di ricerche della tomba di Erode il Grande nel punto che pure era stato indicato dal suo contemporaneo, lo storico romano Giuseppe Flavio (Yossef Ben Mattitiyahu). Erode ha confermato Netzer era effettivamente sepolto nel suo palazzo-mausoleo di Herodion, sette miglia a sud di Gerusalemme.

Ma non alle pendici, come si era a lungo ritenuto, bensì in una posizione molto più elevata. Per il suo luogo di sepoltura il monarca (che con il sostegno attivo di Roma aveva regnato sulla Giudea dal 40 a.C. al 4 a.C.) aveva approntato un locale di 10 metri per 10, a cui si accedeva mediante una scalinata larga 6,5 metri. Il suo sarcofago era lungo 2,5 metri ed era di fattura squisita. Come mai è stato scoperto solo adesso ?
Il professor Netzer ha affermato di averlo trovato ridotto in frantumi e ha ipotizzato che la distruzione non sia stata opera di ladri comuni. "Abbiamo trovato chiari segni di martellate" ha precisato. E' probabile dunque, a suo parere, che la demolizione del magnifico sarcofago sia stata opera di ebrei che si erano ribellati alla occupazione romana negli anni 66-72 d.C: gli anni della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei legionari di Tito e dell'assedio della fortezza di Massada, sul mar Morto.
Proprio il Tempio di Gerusalemme e Massada sono fra i progetti edili curati da Erode il Grande, un monarca efficiente e privo di scrupoli. Sempre su suo ordine furono costruite le eleganti città di Cesarea (sulla sponda del mar Mediterraneo) e di Sebastia, in Samaria. Ma probabilmente il progetto che gli fu maggiormente a cuore fu appunto lo Herodion. Era una collina artificiale, scrive Giuseppe Flavio, "con la forma di un seno femminile" da dove si dominava il deserto di Giudea fino al mar Morto. La circondavano torri di guardia rotonde, e al suo interno c'era un palazzo magnifico rifornito di grandi quantità di acqua portata da una località distante. Per avere accesso nella sua residenza occorreva risalire 200 scalini di marmo. La morte aveva colto Erode nel suo palazzo invernale di Gerico. Il corteo funebre percorse 24 miglia per raggiungere lo Herodion. Il monarca fu inumato con la corona d'oro in testa e con lo scettro nella mano destra. Entrambi sono andati perduti.
Oggi alla stampa il professor Netzer ha tuttavia mostrato con orgoglio i frammenti di una elegante rosetta di pietra che adornava il sarcofago e un vaso. Nella zona, gli scavi proseguono.

martedì 20 marzo 2007

IL SANTO GRAAL POTREBBE ESSERE A ROMA!


Roma, 20 mar. - (Adnkronos) - Il leggendario Santo Graal, l'antichissimo Calice che avrebbe contenuto, secondo fonti e leggende plurisecolari, gocce del sangue di Gesù Cristo, potrebbe essere stato per molti secoli a Roma o, addirittura, la capitale potrebbe tuttora custodirlo. Lo studioso romano Alfredo Barbagallo ha infatti identificato una possibile netta rappresentazione del Sacro Calice nella Basilica romana di S. Lorenzo fuori le Mura, a pochi metri dall'altare di sepoltura del Santo e per l'esattezza, nell'ambito dello splendido mosaico centrale del grande pavimento cosmatesco della Basilica, risalente alla prima fase del XIII secolo ed in parte danneggiato dagli avvenimenti bellici. A riferirlo è il Circolo culturale telematico per la Natura e la Storia sottolineando che la straordinarietà della scoperta consiste nella conferma della grande e notissima leggenda che avrebbe visto S. Lorenzo, a pochi giorni dal martirio, nell'agosto 258, ricevere l'affidamento del Santo Graal da Papa Sisto II; il Calice sarebbe poi pervenuto, attraverso varie vicende, sino alla Cattedrale di Valencia, dove è oggetto di venerazione, ed ha di recente ricevuto l'omaggio di Papa Benedetto XVI.L'immagine medioevale rappresentata nel pavimento cosmatesco di S. Lorenzo fuori le Mura sembra chiaramente rappresentare una sorta di indicazione segnaletica che indirizza con precisione verso le adiacenti catacombe di S. Ciriaca, antico Cimitero Verano, luogo di sepoltura originaria del diacono e Santo Lorenzo. Anche la parte circostante, e persino la parte perduta del rarissimo mosaico pavimentale, sembrano avallare l'ipotesi di una complessa simbologia. L'ipotesi sarebbe quindi quella della permanenza rappresentata del Sacro Calice a Roma per molti secoli, o quella della sua attuale presenza nelle strutture catacombali indicate. Su questi importanti argomenti lo studioso Alfredo Barbagallo ritiene di poter effettuare una conferenza stampa a Roma la prossima settimana.