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venerdì 4 aprile 2008

BBC RIAPRE MISTERO SU SACRA SINDONE



In un documentario nuove prove che confutano la datazione medievale fatta nel 1989
LONDRA - Potrebbe riaprirsi, con nuovi colpi di scena, il mistero della Sacra Sindone. Il sudario di Cristo, su cui sono impressi il volto e le macchie di sangue di un uomo, nel 1989 era stato bollato da un test al carbonio 14, che lo aveva datato al 1325, come un falso medievale. Ora però, venti anni dopo quell'esame, una troupe della Bbc ha potuto riprendere la Sindone in immagini ad alta definizione. Immagini da cui emergono dettagli il cui studio mette in discussione l'origine medievale del La Sacra Sindone (Ap)lenzuolo dalle molte caratteristiche ancora inspiegabili e che continuano ad appassionare studiosi ed esperti di tutto il mondo. A partire da queste nuove immagini e dando voce ai molti scienziati e studiosi che si sono cimentati nel difficile compito di risolvere il mistero della Sindone, il documentario della Bbc, «Shroud of Turin», che andrà in onda lunedì sera nella puntata di Porta a Porta a cui farà seguito un dibattito, mette in luce la necessità di compiere nuove indagini al carbonio sulla reliquia volte a stabilirne una volta per tutte l'età.

CONFLITTO DI DATAZIONE - Articolato come un viaggio che tocca i numerosi luoghi dove la Sindone sarebbe passata o dove viene studiata - Torino, Oxford, Colorado, Istanbul, Gerusalemme - ma sempre saldamente ancorato all'evidenziazione del dato scientifico, il documentario fa emergere un conflitto di datazione tra la prova al carbonio del 1989 e altre prove di tipo sia storico sia scientifico elaborate dagli studiosi in questi anni. Tra questi, John Jackson, un fisico americano che ha contribuito al film, ha sviluppato una nuova ipotesi basata su tecniche di datazione al carbonio 14 che non erano conosciute quando la Sindone fu testata. Queste tecniche potrebbero spiegare come un lenzuolo di lino risalente davvero all'epoca di Gesù possa essere risultato più recente all'esame del C14. Sulla stessa linea di Jackson è il professor Christopher Ramsey, direttore della Oxford Radiocarbon Accelerator Unit, secondo cui «tra le misurazioni del radiocarbonio e le altre prove che abbiamo sulla Sindone sembra esserci un conflitto, su come interpretare queste prove. E per questo ritengo che chiunque abbia lavorato in questo settore, debba dare uno sguardo critico alle prove che hanno prodotto per riuscire a tracciare una storia coerente che si adatti e ci dica la storia vera di questo intrigante pezzo di stoffa».

giovedì 26 luglio 2007

LEONARDO VOLEVA ELEVARE BATTISTERO


Sarebbe bastato porre alla base 4 scalini
(ANSA) - FIRENZE, 26 LUG - Tra i disegni di Leonardo da Vinci, come racconta Giorgio Vasari, c'era il progetto per elevare il Battistero di Firenze.Il tutto sarebbe stato realizzabile ponendo alla base 4 scalini, per dare al tempio di San Giovanni quella posizione di rilievo simbolico e percettivo destinata ai tempietti delle citta' ideali. La realizzazione in scala del progetto verra' presentato stasera al museo del Bigallo, in piazza San Giovanni, nell'ambito della mostra 'Leonardo a Firenze'.

UN INFORMATICO SVELA I SEGRETI DEL CENACOLO...SPUNTA UN TEMPLARE




Slavisa Pesci è un informatico 36enne di Asola, provincia di Mantova. Dieci giorni fa stava sfogliando il magazine di Sky quando ha notato qualcosa di strano in un’immagine dell’Ultima Cena di Leonardo. “C’era una strana ombra al centro, come un libro fotocopiato” racconta Pesci, che spiega: “Allora ho tagliato la foto e l’ho piegata seguendo l’asse di simmetria. Mi sono reso conto che alcuni particolari combaciavano”.
Incuriosito, ha stampato la riproduzione più grande dell’opera di Da Vinci – due copie, una normale e una su carta velina. Sorpresa: girando su se stessa quest’ultima e sovrapponendola alla prima compaiono nuovi elementi, il Cenacolo cambia faccia, spuntano inediti personaggi.


Tutta un’altra storia, dal sapore Codice Da Vinci. “Sì, ho letto il libro di Dan Brown e ho visto anche il film – ammette Pesci – ma non mi hanno influenzato. E non do alcuna interpretazione di quel che accade, ci penseranno le persone competenti”. Già, che succede? C’è un templare – poteva forse mancare? – alla sinistra dello spettatore, al posto di San Bartolomeo. Poi, il coltello in mano a Pietro finisce sul piatto di carne dal lato opposto del tavolo. Le montagne, semplice sfondo del dipinto, vanno a incoronare due protagonisti della scena.
Il vestito di Gesù è interamente rosso, sparisce quasi del tutto il divino celeste e quel poco che ne rimane va a disegnare con il piatto sul tavolo un calice. E un altro particolare stravolgerà il significato dell’immagine: Filippo, spostato dalla parte opposta, sembra avere in braccio un bimbo. Anche facendo semplicemente scorrere la velina capovolta sull’originale, appaiono novità.
Tutti possono ripetere ciò che ha fatto Pesci e giudicare con i propri occhi. Ma l’informatico mantovano non si è limitato al Cenacolo: ha infatti eseguito la stessa identica operazione su altri dipinti di Leonardo. Risultati simili – stesso quadro, diversa immagine – si ottengono anche con la Gioconda... Insomma, il mistero dell’Ultima Cena si arricchisce di un ulteriore capitolo, scritto non da un romanziere ma da un esperto di computer. Slavia Pesci ha scelto il Palazzo delle Stelline di Milano, proprio a pochi passi dal Cenacolo, per dimostrare al mondo la sua casuale scoperta. Scoperta depositata da un notaio, i Dan Brown in agguato sono tanti.
Michele Bisceglia

martedì 8 maggio 2007

LEONARDO, IN RETE MANOSCRITTI E DISEGNI


FIRENZE - Tutti i manoscritti e i disegni originali di Leonardo da Vinci sono diventati consultabili e facilmente leggibili su Internet all' indirizzo http://www.leonardodigitale.com/. promosso dal Museo statale di Vinci (Firenze) e contenente oltre 6.000 pagine appartenenti agli originali. Grazie al progetto E-Leo, promosso nell' ambito delle iniziative di sviluppo multimediale dall' Unione Europea, per la prima volta è stato realizzato un programma software d' avanguardia che consente di leggere e decifrare gli appunti del genio del '500.
D' altra parte la Biblioteca Leonardiana di Vinci è forse l' unica a possedere tutta l' opera di Leonardo pubblicata, a partire dalla prima edizione del 1651. Da questo patrimonio conservato a Vinci è nata l' idea di un archivio digitale dedicato alla storia della tecnica e della scienza del Rinascimento che permettesse di leggere, studiare e comprendere Leonardo. Il progetto E-Leo, che sarà presentato ufficialmente sabato 12 maggio, ovvia alla difficoltà di comprendere la grafia dei manoscritti di Leonardo, che, com' è risaputo, sono pieni di note e minuscoli disegni dove figura e testo si intrecciano confusamente senza un vero e proprio ordine, e rimanendo incomprensibili ai più.
Inoltre, i testi originali, sparsi nelle biblioteche in varie parti del mondo, non sono consultabili in modo unitario. Particolarmente avanzati sono anche l' indice semantico ed il glossario che permettono di agevolare sia la ricerca dei testi che la comprensione di termini desueti o antichi di cui è sparita ogni traccia. Presente anche un motore di ricerca interno al sito che supporta il navigatore nella sua visita.
Il progetto, cofinanziato dalla Comunità Europea, non si ferma all'opera leonardiana, ma ha come obiettivo finale un archivio digitale dei manoscritti di storia della scienza e della tecnica del medioevo e del Rinascimento.