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martedì 24 giugno 2008

ACQUA SU MARTE: LA NASA HA LE PROVE



La Phoenix ha immortalato trucioli di un materiale che riflette la luce "spariti" dalle foto in 4 giorni
MILANO - L'acqua su Marte c'è. E la sonda Phoenix l'ha fotografata. Dopo anni di attesa e osservazioni, è arrivata dunque quella che sembra essere la prova regina. Lo ha annunciato la Nasa. Alcuni trucioli di un materiale che riflette la luce, spiegano, sono "spariti" dalle foto in quattro giorni, un comportamento compatibile solo con l'evaporazione di ghiaccio d'acqua.
«DEVE ESSERE GHIACCIO PER FORZA» - «Deve essere ghiaccio per forza - ha dettoPeter Smith dell'università dell'Arizona -: c'era qualche dubbio che potesse essere sale, ma nessun sale può comportarsi in questo modo». I trucioli erano sul fondo del piccolo cratere chiamato «Dodo» scavato dal braccio meccanico della sonda nei giorni scorsi "grattando" una superficie dura che a questo punto secondo gli scienziati è proprio uno strato di ghiaccio. La sonda, che è atterrata sul pianeta rosso sta analizzando chimicamente i campioni prelievati, per determinarne la composizione esatta.

REALE L'ECLISSI DESCRITTA NELL'ODISSEA



ROMA - L'eclissi totale di Sole descritta da Omero nel ventesimo libro dell'Odissea è realmente accaduta il 16 aprile 1178 a.C. La scoperta, che secondo gli esperti potrebbe aiutare anche a datare la caduta di Troia, si deve a due astronomi che hanno pubblicato il risultato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze, Pnas. Marcelo Magnasco, dell'americana Rockefeller University e Constantino Baikouzis, dell'osservatorio argentino di La Plata, hanno setacciato i testi omerici alla ricerca di riferimenti astronomici da corroborare con prove scientifiche. Hanno identificato così quattro descrizioni dettagliate di eventi celesti che compaiono dell'Odissea prima, durante e dopo la strage dei proci compiuta da Ulisse. Eventi che si riferiscono a posizioni di costellazioni e pianeti nel cielo e che culminano con l'eclissi di Sole che accompagna la discesa nell'Ade dei Proci. I calcoli degli astronomi hanno dimostrato che quelli che potrebbero sembrare 'ambientazioni poetiche' sono riferimenti astronomici precisi che si sono susseguiti con la stessa cadenza descritta da Omero a cavallo di un'eclissi totale di Sole che avvenne il 16 aprile 1178 a.C.

lunedì 10 marzo 2008

COSTA RICA: SCOPERTO GRANDE VULCANO




E' nella foresta vergine del parco nazionale di San Carlos
(ANSA) - SAN JOSE', 9 MAR - Un grande vulcano finora sconosciuto e' stato scoperto nella foresta vergine del parco nazionale di S. Carlos, nel nord della Costa Rica. Lo ha annunciato il geologo Wilfre Rojas, della rete sismologica del Costa Rica, che per la prima volta e' arrivato fino al bordo del vulcano la settimana scorsa, a 2.300 m. di altezza. Il cratere attuale ha un diametro di circa 200 m. e 60 m. di profondita', con una laguna di oltre 7mila mq. I geologi ritengono che si sia formato intorno a 11mila anni fa.

venerdì 7 marzo 2008

SCOPERTO ANTICO LAGO SU MARTE


Ricercatori: luogo ideale per aver potuto ospitare vita
(ANSA) - ROMA, 7 MAR - Un antico lago ora asciutto e' stato scoperto su Marte dalla sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter. Lo hanno annunciato sulla rivista Geology i ricercatori dell'universita' dell'Arizona. Secondo i ricercatori sembra il posto piu' adatto per aver potuto ospitare la vita o almeno i suoi mattoni precursori. Le immagini, inviate dalla fotocamera Hirise, hanno permesso di individuare un sottile velo di minerali argillosi che copre i sedimenti del lago.

giovedì 31 gennaio 2008

TUNISIA: SCOPERTA NECROPOLI PUNICA



E' stata rinvenuta nel museo durante lavori ristrutturazione
(ANSA) - TUNISI, 31 GEN - Una necropoli punica che risale al quarto-quinto secolo a.C. e' stata scoperta nel museo di Sousse durante i lavori di ristrutturazione. La scoperta della necropoli segue il ritrovamento, nel 2007, di un sotterraneo romano nei pressi delle catacombe di Bouhsina, un villaggio nei pressi di Sousse. Il sotterraneo, in corso di restauro da parte degli archeologi dell'Istituto del patrimonio, contiene due tombe con i resti di 13 persone della stessa famiglia e vasi funerari in ceramica.

TOPORAGNO DA RECORD SCOPERTO DA UN ITALIANO



ROMA - Nonostante anni di studi ed esplorazioni la nostra conoscenza degli animali del pianeta è ancora agli inizi. L'ultima scoperta in questo senso si deve ad un italiano, Francesco Rovero, che nelle foreste della Tanzania ha scovato una specie di toporagno elefante da record. Come testimonia lo studio pubblicato dalla rivista Journal of Zoology, oltre ad essere la prima nuova specie di questo animale da 126 anni a questa parte il 'toporagno - elefante dalla testa grigia' è il più grande mai trovato. Il novello Darwin, ricercatore del museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, ha visto i primi segni della nuova specie nel 2005, grazie a fotocamere automatiche installate durante una spedizione nelle foreste dei monti Udzungwa dello stato africano. "Quando ho visto le foto scattate dalle macchine - racconta Rovero - mi sono subito reso conto che il toporagno immortalato era assolutamente diverso da tutti quelli conosciuti. E' stata una scoperta davvero eccitante". L'avvistamento è stato confermato da una successiva spedizione del 2006. Nonostante le trappole portate dai ricercatori si siano rivelate troppo piccole per l'animale i ricercatori sono riusciti a catturarne quattro esemplari.
La conferma che si trattasse di una nuova specie è venuta da Galen Rathbun, che da 30 anni studia questi animali all'Accademia delle Scienze della California. Il toporagno-elefante deve il suo nome alla tipica proboscide, simile a quella dei pachidermi con cui condivide un antenato, anche se ha dimensioni molto più piccole. Quello trovato da Rovero misura infatti 60 centimetri di lunghezza e pesa circa 700 grammi, misure del 25% più grandi di quelle degli altri esponenti della stessa famiglia. Anche il muso grigio e la pancia nera sono segni esclusivi della nuova specie, che come i 'parenti prossimi' è diurna e si nutre esclusivamente di insetti. Secondo gli esperti esistono solo due colonie del toporagno gigante, che vivono in un'area di 300 chilometri quadrati. Come le altre due specie di toporagno-elefante conosciute, anche questa è minacciata di estinzione, a causa del sempre più ridotto habitat. "Speriamo che la scoperta sia di aiuto per aumentare gli sforzi per salvaguardare questo spettacolare ecosistema - sottolinea Rovero - la scoperta mette in luce l'importanza delle foreste pluviali dei Monti Udzungwa, e quanto poco sappiamo ancora di questi 'hot spot' di biodiversità". La spedizione è stata organizzata nell'ambito di uno studio pluriennale condotto sulla diversità, ecologia e conservazione dei mammiferi forestali. Questa ricerca è inserita in un programma più ampio che anche grazie al contributo dei fondi di aiuto allo sviluppo del Settore Solidarietà Internazionale della Provincia Autonoma di Trento sta realizzando un progetto che mette a fattore comune la ricerca scientifica, il supporto tecnico agli enti tanzaniani preposti alla conservazione, e un programma di sostegno alle comunità locali. L'obiettivo del progetto a sostegno delle comunità è quello di alleggerire la pressione sulla foresta primaria e fermare la deforestazione causata principalmente dall'utilizzo del legno quale combustibile per la piccola economia domestica.