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martedì 26 luglio 2011

"Incontreremo gli alieni nel 2031"

Da sempre l'uomo è convinto di non essere solo sulla Terra. Ci sono teorie che dicono che la razza umana discenda da forme di vita extraterrestre, venute sulla Terra per colonizzarla. Un'altra teoria vorrebbe che gli alieni siano tra di noi, camuffati da esseri umani, in attesa di prendere il sopravvento.

LE SCOPERTE SCIENTIFICHE - Studiosi di vario livello, poi, si stanno concentrando sulla scoperta di forme di vita aliena. La Nasa, in un comunicato, aveva parlato di un batterio capace di vivere in situazioni estreme, nell'arsenico. Si trattava, tuttavia, di una forma di vita terrestre. Si poté così, in ogni caso, affermare che possono esistere creature basate su un sistema diverso dal nostro.

LA TEORIA DI FINKELSTEIN – C’è, poi, la recente teoria dello scienziato russo Andrei Finkelstein, uno dei maggiori studiosi del Paese: nel 2031, secondo lui, scatterà l'incontro con forme di vita extraterrestre. Mancherebbero esattamente 20 anni. Lo ha detto aprendo i lavori del simposio internazionale "Alla ricerca di intelligenza extraterrestre" che si è tenuto a San Pietroburgo. Secondo Finkelstein, il 10% dei pianeti dei sistemi solari della galassia ha condizioni simili a quelle della Terra, cosa che renderebbe la presenza di forme di vita altamente probabile. Lo studioso si è spinto a dire che i nostri “cugini” avrebbero una forma fisica simile a quella umana, ma pelle di un colore differente.

PERCHE’ TRA VENT’ANNI – Cosa lo rende così sicuro di queste affermazioni? La genesi della vita, ha spiegato, è inevitabile così come lo è la formazione degli atomi, dice. Ma perché l’incontro dovrebbe accadere esattamente fra vent'anni? E' dal 1960 che gli studiosi russi cercano di inviare messaggi nel cosmo per farsi intercettare da forme di vita aliene. Nel giro di vent'anni, ha spiegato, le nostre possibilità tecnologiche saranno tali che forme di vita anche lontanissime potranno finalmente captare i nostri messaggi.
Fonte: ilsussidiario.net

venerdì 29 gennaio 2010

Alla ricerca degli extraterrestri sulla Terra



Secondo un famoso fisico gli alieni potrebbero essere già in mezzo a noi, sotto forma di microorganismi

MILANO - Da oltre 50 anni gli scienziati passano al setaccio lo spazio profondo alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Senza molto successo: né i programmi che prevedono l'uso di radiotelescopi, né le missioni su Marte fino ad ora sono state in grado di rilevare granché.
SULLA TERRA - «Dobbiamo mettere da parte la teoria secondo cui ET ci stia mandando messaggi dallo spazio e intraprendere un nuovo approccio», ha spiegato a The Times l'illustre fisico Paul Davies, tra gli ospiti del simposio che la prestigiosa Royal Society inglese dedica in questi giorni al 50esimo anniversario del programma di ricerca di intelligenza extraterrestre SETI. Secondo Davies, continuare a scrutare lo spazio alla ricerca di forme di vita aliene è solo una perdita di tempo, faremmo meglio a concentrarci sugli extraterrestri che già popolano il nostro pianeta.

BIOSFERA OMBRA - Durante il suo intervento, il professor Davies cercherà di convincere i colleghi che trovare forme di vita extraterrestri sulla Terra sarebbe la migliore riprova della loro esistenza al di fuori del nostro pianeta. Davies è infatti convinto che «strani microbi» appartenenti ad un diverso albero della vita (quello che lui definisce «biosfera ombra») potrebbero essere già presenti in alcune nicchie ecologiche isolate (come deserti, vulcani, laghi salati e le valli dell'Antartide). Alcuni gruppi di ricerca hanno già avviato studi di questo tipo in località contaminate con l'arsenico, come il Lago Mono in California.

MEGLIO MARTE - La tesi della «biosfera ombra» non convince però tutti gli studiosi invitati dalla Royal Society. «Si tratta solo di fantascienza, preferisco credere nelle evidenze scientifiche», ha commentato Colin Pillinger a capo di Beagle 2, la missione spaziale che doveva raggiungere Marte per scoprire nuove tracce di vita e di cui però si è persa ogni traccia. Secondo Pillinger il pianeta rosso resta la migliore destinazione per scoprire l'esistenza di forme di vita aliena.
OTTIMISMO - La conferenza della Royal Society richiamerà oggi e domani a Londra i più importanti esperti del settore. Per Lord Rees, presidente della Royal Society and Astronomer Royal, ormai i tempi sono maturi per una grande scoperta che «potrebbe cambiare il modo in cui vediamo noi stessi nel cosmo». Grazie ai recenti sviluppi di telescopi spaziali, potremmo presto «scoprire forme di intelligenza superiori a quella umana».
Nicola Bruno

venerdì 25 gennaio 2008

SPAZIO: MISTERIOSA OMBRE SU MARTE


Ufologi non hanno dubbi, immagine mostra una statuetta
(ANSA) - WASHINGTON, 23 GEN - Gli ufologi non hanno dubbi: alcune foto di Marte scattate dalla sonda Spirit e diffuse dalla Nasa rivelerebbero tracce di vita. In particolare, le immagini mostrerebbero l'inconfondibile presenza di una....'statuetta verde'. Per gli scettici, invece, quella che in effetti appare essere una statuetta verde non e' altro che un gioco d'ombre, 'anche se affascinante', riconoscono. La foto e' stata scattata nel passaggio che la sonda fece tra il 6 e il 9 novembre 2007.