Da sempre l'uomo è convinto di non essere solo sulla Terra. Ci sono teorie che dicono che la razza umana discenda da forme di vita extraterrestre, venute sulla Terra per colonizzarla. Un'altra teoria vorrebbe che gli alieni siano tra di noi, camuffati da esseri umani, in attesa di prendere il sopravvento.
LE SCOPERTE SCIENTIFICHE - Studiosi di vario livello, poi, si stanno concentrando sulla scoperta di forme di vita aliena. La Nasa, in un comunicato, aveva parlato di un batterio capace di vivere in situazioni estreme, nell'arsenico. Si trattava, tuttavia, di una forma di vita terrestre. Si poté così, in ogni caso, affermare che possono esistere creature basate su un sistema diverso dal nostro.
LA TEORIA DI FINKELSTEIN – C’è, poi, la recente teoria dello scienziato russo Andrei Finkelstein, uno dei maggiori studiosi del Paese: nel 2031, secondo lui, scatterà l'incontro con forme di vita extraterrestre. Mancherebbero esattamente 20 anni. Lo ha detto aprendo i lavori del simposio internazionale "Alla ricerca di intelligenza extraterrestre" che si è tenuto a San Pietroburgo. Secondo Finkelstein, il 10% dei pianeti dei sistemi solari della galassia ha condizioni simili a quelle della Terra, cosa che renderebbe la presenza di forme di vita altamente probabile. Lo studioso si è spinto a dire che i nostri “cugini” avrebbero una forma fisica simile a quella umana, ma pelle di un colore differente.
PERCHE’ TRA VENT’ANNI – Cosa lo rende così sicuro di queste affermazioni? La genesi della vita, ha spiegato, è inevitabile così come lo è la formazione degli atomi, dice. Ma perché l’incontro dovrebbe accadere esattamente fra vent'anni? E' dal 1960 che gli studiosi russi cercano di inviare messaggi nel cosmo per farsi intercettare da forme di vita aliene. Nel giro di vent'anni, ha spiegato, le nostre possibilità tecnologiche saranno tali che forme di vita anche lontanissime potranno finalmente captare i nostri messaggi.
Fonte: ilsussidiario.net
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martedì 26 luglio 2011
lunedì 26 maggio 2008
I messaggi al neutrino degli alieni


Mega-detector potrebbero rivelarne l'origine extra-terrestre
Gli alieni potrebbero comunicare con noi non attraverso i fotoni ma tramite le piccolissime particelle
WASHINGTON – Decenni spesi a sondare le profondità dell'universo con telescopi super tecnologici nel tentativo di captare segnali radio a testimonianza dell'esistenza di forme di vita intelligenti diverse dalla nostra. Finora, di fatto, senza successo. Così, adesso, un dubbio assale il mondo della scienza: e se gli extra terrestri stessero cercando di comunicare con noi in un altro modo, che nulla ha a che vedere con i fotoni e l'elettromagnetismo?
ATTRAVERSO LA MATERIA – Come riferisce Physics World, i ricercatori statunitensi sono convinti che valga la pena di cambiare strategia e prendere in considerazioni altre possibilità, a cominciare da quella che gli alieni ci stiano inviando dei segnali tramite neutrini, ovvero particelle elementari senza carica elettrica e dalla massa estremamente piccola, che interagiscono con la materia circostante solo raramente, riuscendo quindi ad attraversarla indisturbati. A sostenere questa teoria sono il professor John Learned e i suoi colleghi della University of Hawaii, convinti che una forma di vita extra terrestre avanzata potrebbe di fatto sfruttare tali particelle per l'invio di messaggi attraverso la Via Lattea. Messaggi che potremmo captare grazie a un mega-detector di neutrini.
I NUOVI TELESCOPI – Uno strumento del genere non è certo di facile realizzazione, ma gli scienziati ritengono che la nuova generazione di rivelatori come il telescopio IceCube, attualmente in costruzione al Polo Sud, permetteranno di intercettare la comunicazione interstellare che viaggia sui neutrini. «Dobbiamo continuare a cercare" ha dichiarato Learned, fiducioso che - un domani - saremo abbastanza evoluti da riuscire ad ascoltare i messaggi di civiltà più progredite della nostra».
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