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martedì 24 giugno 2008

ACQUA SU MARTE: LA NASA HA LE PROVE



La Phoenix ha immortalato trucioli di un materiale che riflette la luce "spariti" dalle foto in 4 giorni
MILANO - L'acqua su Marte c'è. E la sonda Phoenix l'ha fotografata. Dopo anni di attesa e osservazioni, è arrivata dunque quella che sembra essere la prova regina. Lo ha annunciato la Nasa. Alcuni trucioli di un materiale che riflette la luce, spiegano, sono "spariti" dalle foto in quattro giorni, un comportamento compatibile solo con l'evaporazione di ghiaccio d'acqua.
«DEVE ESSERE GHIACCIO PER FORZA» - «Deve essere ghiaccio per forza - ha dettoPeter Smith dell'università dell'Arizona -: c'era qualche dubbio che potesse essere sale, ma nessun sale può comportarsi in questo modo». I trucioli erano sul fondo del piccolo cratere chiamato «Dodo» scavato dal braccio meccanico della sonda nei giorni scorsi "grattando" una superficie dura che a questo punto secondo gli scienziati è proprio uno strato di ghiaccio. La sonda, che è atterrata sul pianeta rosso sta analizzando chimicamente i campioni prelievati, per determinarne la composizione esatta.

martedì 22 gennaio 2008

ANTARTIDE: SCOPERTO VULCANO ATTIVO



E' esteso come l'Emilia Romagna, ultima eruzione nel 325 AC
(ANSA) - ROMA, 20 GEN - C'e' un vulcano attivo sotto i ghiacci dell'Antartide. Si trova nella zona occidentale del continente ed e' esteso come l'Emilia Romagna. La sua ultima eruzione risale al 325 avanti Cristo ed e' stata la piu' violenta avvenuta nel continente bianco da 10.000 anni. La scoperta, pubblicata on line sulla rivista Nature Geosciences, e' di ricercatori britannici. Secondo gli studiosi, che lo hanno identificato grazie al radar, il vulcano sta provocando cambiamenti importanti nei ghiacci.

giovedì 17 maggio 2007

"GHIACCIO CALDO" IN UN PIANETA EXTRASOLARE




Il pianeta non è stato osservato, ma la sua presenza è stata rilevata misurando l'indebolimento della luce di una stella

Illustrazione di un pianeta extrasolareLa corsa, o meglio la caccia, al pianeta gemello della Terra si fa sempre più accesa. Un altro passo in questa marcia ormai frenetica che vede una concorrenza sfrenata fa numerosi osservatori, l’ha compiuto un gruppo di astronomi dell’Università di Ginevra. Già qualche settimana fa l’équipe di Michel Mayor della stessa università aveva annunciato la scoperta di una cosiddetta «super-Terra». Ora il suo collega Frederic Pont annuncia il ritrovamento di un pianeta con «ghiaccio caldo» e acqua.

DEDUZIONI - Intendiamoci bene: queste sono conclusioni dedotte, perché il pianeta non è stato osservato ma la sua presenza è stata soltanto rilevata misurando un indebolimento della luce della stella, la GJ436, attorno alla quale ruota in 2,6 giorni. Già questo piccolo astro, una nana rossa distante 30 anni luce dalla Terra, era entrato nella cronaca perché nel 2004 avevano avvistato nelle sue vicinanze un pianeta con una massa 22 volte quella della Terra. Adesso, invece, osservando dall’osservatorio di Saint Luc e poi dallo Wise telescope in Israele e dal telescopio Eulero, sempre dell’Università di Ginevra ma collocato in Cile, hanno individuato l’esistenza di un piccolo pianeta (grande circa quanto Nettuno) quattro volte la massa della Terra e con un diametro di circa 50 mila chilometri.

LA TAGLIA - Ne hanno quindi dedotto la densità arrivando alla conclusione che potrebbe essere composto d’acqua. Ma con le seguenti distinzioni. Essendo molto vicino alla stella madre, la sua temperatura è di 300 gradi quindi l’acqua esisterebbe in forma di vapore nell’atmosfera. Sul pianeta, invece, sarebbe nelle profondità in una condizione di «ghiaccio caldo», cioè uno stato solido particolarissimo ottenuto sulla Terra solo in laboratorio. Naturalmente le osservazioni continueranno per precisare meglio la natura del nuovo corpo celeste e gli astronomi sperano molto nell’uso del nuovo satellite Corot, lanciato apposta per indagare i nuovi pianeti, con la speranza, soprattutto, di trovare conferme alle numerose deduzioni compiute.