martedì 11 dicembre 2007

SHOPPING NATALIZIO FA MALE ALLA SALUTE


Genera stress e danneggia cuore, conferma Sunday Telegraph
(ANSA)- LONDRA, 9 DIC - Lo shopping natalizio fa male non soltanto al portafoglio ma anche alla salute. Lo conferma il 'Sunday Telegraph' con un curioso esperimento. Il giornale ha mandato in un centro commerciale una coppia di trentenni con addosso un congegno per il tele-monitoraggio dei battiti cardiaci. Sgomitando tra la folla in una corsa contro il tempo per trovare i regali per tutti, sia lui che lei si sono presto ritrovati con il cuore matto: le pulsazioni sono salite da 80 a 100, poi a 180 con picchi di 200.

martedì 6 novembre 2007

INDIA: OPERATA BIMBA NATA CON OTTO ARTI


NEW DELHI - Lakshmi ha solo due anni ma la sua vita è appesa ad un filo. E' nata con quattro braccia e quattro gambe in un piccolo villaggio dell'India e i genitori, poveri e analfabeti, l'hanno chiamata Lakshmi quasi credendo che fosse la reincarnazione di una dea. Ora è sotto i ferri di un'equipe di chirurghi di Bengalore, cui la coppia si è affidata con la speranza di garantirle una vita normale. Lakshmi, che soffre di una malformazione molto rara, è unita attraverso la pelvi a quello che è di fatto un suo gemello, senza testa e non sviluppato. Scopo dell'intervento è separare la colonna vertebrale e i reni di Lakshmi da quelli del gemello. La nascita della bambina, nello stato settentrionale del Bihar, aveva suscitato la curiosità e la devozione degli abitanti del villaggio che avevano cominciato a venerarla, come se fosse davvero una dea, anche per la coincidenza della nascita della bambina con la festa di Diwali, il natale induista, proprio dedicato a Lakshmi. Ma dopo un anno i coniugi si erano resi conto che in realtà la bimba era affetta da una gravissima malformazione. Dopo essersi rifiutati di affidarla a un circo locale che la voleva per farne la sua principale attrazione, avevano deciso di rivolgersi ai medici. Un chirurgo di Bangalore, saputo della loro condizione di estrema indigenza, si era offerto di aiutarli, senza chiedere denaro.
Dopo una lunga e delicata serie di accertamenti Lakshmi è stata oggi sottoposta alla prima parte di un delicatissimo intervento chirurgico durato oltre 40 ore con il quale un team di 30 chirurghi specializzati di Bangalore ha separato le due spine dorsali originariamente congiunte. "Le condizioni della bambina sono stabili" hanno dichiarato i medici al termine dell'intervento. Ma è solo l'inizio. Attraverso ulteriori e complicati interventi, i chirurghi pediatrici dovranno ora separare il resto degli organi e ricostruire l'anello pelvico. Secondo l'equipe medica, la bambina ha il 20-25% di non sopravvivere all'intervento.

mercoledì 24 ottobre 2007

CORANO ALL'ASTA: OLTRE 1,5 MLN EURO




E' il piu' antico testo datato, completo e scritto in oro

(ANSA) - LONDRA, 24 OTT - Il piu' antico Corano datato e in edizione completa, scritto in oro nel 1203, e' stato venduto all'asta a Londra per 1.634.600 euro. William Robinson, direttore della sezione di arte islamica e delle vendite d'asta Christie's, ha sottolineato che la cifra ha stabilito un nuovo record mondiale per un Corano e anche un record mondiale d'asta per qualsiasi tipo di manoscritto islamico. La casa d'aste ha dichiarato che il volume sacro era stimato prima della vendita sui 358.500 euro.

martedì 23 ottobre 2007

PROCESSO AI TEMPLARI, IL VATICANO SVELA I DOCUMENTI SEGRETI



Settecento anni dopo, qualche sprazzo di verità in più sul mistero dei Templari, i cavalieri dell’ordine nato per difendere i luoghi santi di Gerusalemme e trasformatosi poi in una ricca e potente organizzazione sovranazionale accusata di seguire strani rituali. L’Archivio Segreto Vaticano sta infatti per pubblicare Processus contra Templarios, un volumeprezioso in edizione rigorosamente limitata a 799 esemplari, dove si potranno leggere le riproduzioni fedeli di antiche pergamene, una delle quali scoperta di recente. L’opera sarà presentata in Vaticano, nella sala vecchia del Sinodo, il prossimo 25ottobre alla presenza dell’Archivista bibliotecario di SantaromanaChiesa, l’arcivescovo Raffaele Farina (futuro cardinale), dal Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, il vescovo Sergio Pagano, e da altre personalità fra le quali il medievalista Franco Cardini e l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi.
Tra le novità più significative, la riproduzione del cosiddetto «monoscritto di Chinon», inedito scoperto nel settembre 2001 dalla studiosa Barbara Frale nell’Archivio vaticano: la pergamena era sfuggita fino a quel momento ai ricercatori a causa di un errore di archiviazione commesso nel Seicento. Il documento getta una nuova luce sulla fine dei Templari e attesta che il Papa di allora Clemente V, non li considerava eretici e aveva cercato in tutti i modi di salvarli dal re di Francia Filippo IV il Bello, vero ideatore della loro messa al bando e del loro annientamento.
«Tra le accuse che vennero rivolte ai Templari - spiega il professor Franco Cardini al Giornale - c’erano quelle di essere stati in qualche modo sedotti dall’islam e attirati dall’eresia catara. Due elementi che non potevano coesistere». Cardini, che parteciperà alla presentazione del volume vaticano, sta per pubblicare un libro intitolato La tradizione templare (Vallecchi Editore, pp. 176, 14 euro), che ricostruisce l’intera parabola dell’ordine cavalleresco arrivando fino alle fantasiose e fumettistiche ricostruzioni del Codice Da Vinci di Dan Brown. «Gli avvocati del re di Francia - continua il professore - non avevano in fondo bisogno di costruire un coerente edificio accusatorio: quel che interessava loro era che fosse efficace e credibile al livello di opinione pubblica. Le accuse erano un segnale per il Papa: il sovrano voleva che l’ordine fosse soppresso e poco importava la verifica delle prove». Un’altra delle accuse riguardava il cerimoniale segreto previsto per l’affiliazione: prevedeva che il cavaliere rinnegasse Cristo e sputasse sulla croce. L’atto,a prima vista sconcertante, poteva avere una sua logica, perché il neofita veniva in questo modo sottoposto alle possibili angherie che avrebbe subito se fosse finito prigioniero dei musulmani in Terrasanta. Cardini non esclude che vi potessero essere «inquinamenti ereticali» nei Templari, ma tende a pensare che si trattasse di «cerimonie scherzose, di carattere quasi goliardico», più simili a pesanti episodi dinonnismo cheaculti esoterici.

Clemente V, che viveva con la sua corte ad Avignone, capì che il destino dei Templari era segnato dalla volontà di Filippo il Bello e finì per sciogliere d’autorità l’ordine in modo da non farlo condannare, pur non assolvendolo per non compromettere i rapporti tra la Santa Sede e la Francia. Il nuovo manoscritto, scoperto dalla dottoressa Frale presso il fondo di Castel Sant’Angelo dell’Archivio Segreto Vaticano, contiene proprio l’assoluzione concessa per autorità del Papa a Jacques de Molay e ai maggiori dignitari del Tempio fatti rinchiudere dal re nelle prigioni del castello di Chinon. Lì si recò una speciale commissione, composta dai cardinali plenipotenziari Bérenger Frédol, Etienne de Suisy e Landolfo Brancacci, per condurre un’inchiesta. Il 20 agosto 1308 l’accusa da eresia venne derubricata a quella di apostasia: lo sputare sulla croce veniva infatti considerata una forma di auto-scomunica. Il Papa era dunque ben convinto che i Templari non fossero eretici e non avessero aderito a dottrine sbagliate. Ma pur assolvendoli, Clemente V non riuscì a salvare loro la vita: de Molay e il suo vice Geoffroy de Charny, saranno arsi vivi sul rogo per volontà di re Filippo.
Tutte le storie riguardanti l’adorazione del Baphomet (immagine dell’androgino alato con testa di caprone sormontato da un pentacolo, la stella a cinque punte) e i rituali esoterici che rappresentano i Templari come una setta iniziatica direttamente collegata con la moderna massoneria non sono invece altro che leggende ottocentesche che hanno avuto una straordinaria diffusione. Anche la connessione tra l’antico ordine cavallersco e i miti sulla custodia del santo Graal è, secondo Cardini, «del tutto arbitraria e insostenibile sotto il profilo storico ». Il libro esclusivo e prezioso che il Vaticano si appresta a editare, come quello - più accessibile - del professor Cardini, sono pubblicazioni serie, utili a chi vuol conoscere la storia. Per le «patacche», ci si puòrivolgere a Dan Brown e alla lunga schiera dei suoi anticattolici predecessori.

di Andrea Tornielli - giovedì 04 ottobre 2007, 10:02

EGITTO: GIORNALISTA DEVE PAGARE 1000 CAMMELLI


Per ottenere il perdono dovra' esporre 12 stendardi sui tetti di altrettanti notabili

Il consiglio della tribù al Tarabin condanna cronista a versare l'equivalente del valore degli animali, circa 350mila euro
IL CAIRO (EGITTO) - Le cause civili esistono anche in Occidente. Ma in Egitto c'è una differenza: il prezzo di una condanna si paga ancora, come una volta, prendendo come valore di riferimento il cammello. Così nel Sinai egiziano, per essere stati offesi attraverso un articolo, il consiglio della tribù al Tarabin «condanna un giornalista a pagare l’equivalente del valore di mille cammelli». Il panarabo al Sharq al Awsat riferisce che i saggi dei Tarabin si sono detti disposti al perdono «A patto che, in segno di scuse, la tribù al Bayyadiya, a cui appartiene il giornalista, esponga 12 stendardi sui tetti delle case di altrettanti notabili».

MULTA - A dare la notizia è il quotidiano panarabo edito a Londra, al Sharq al Awsat che riferisce della «sorpresa» del giornalista del quotidiano d’opposizione egiziano al Ahrar, Amer Sulaiman della «multa inflittagli dalla sentenza del Consiglio Giuridico delle Tribù del Sinai». Interpellato dal quotidiano arabo, Sulaiman non ha esitato a «registrare le proprie scuse per i problemi e le polemiche sollevate dalla pubblicazione dell’articolo scritto da me senza alcun intento di offesa». La sentenza, in realtà prevede il pagamento della somma di 2,7 milioni di sterline egiziane (pari a circa 350mila euro), ma è stato il quotidiano arabo ad equiparare la somma al valore di mercato di cammelli nel Paese arabo. Per sospendere la multa, la tribù offesa , oltre alle scuse della tribù d’appartenenza del giornalista, chiede «la pubblicazione delle stesse su tre quotidiani nazionali».